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Elisa Giardini, responsabile Graphic & Design, è in KIS Management da 7 anni.
Da allora ha realizzato innumerevoli progetti di siti, social media, comunicazione e segnaletica interna e, ovviamente, moltissimi menu per i ristoranti degli hotel in gestione. Con lei abbiamo parlato della rilevanza e dell’inclusività del design anche in funzione delle vendite, di processi di ispirazione e di creatività versus funzionalità. E poi, la forza di un menu nell’orientare le scelte dei piatti di punta, quelli ai quali gli chef, ma anche gli albergatori, puntano particolarmente.

Ciao Elisa, puoi raccontarci del tuo percorso formativo? Come sei arrivata a diventare responsabile grafica di KIS Management?
La mia formazione non è prettamente legata al mondo della grafica: ho frequentato il liceo scientifico, ma fin da giovane ho iniziato ad appassionarmi al mondo digitale in tutte le sue forme, anche dal punto di vista creativo. Ho iniziato a smanettare come i veri nerd e ho imparato le basi del graphic design. Sono entrata in KIS Management con uno stage e, poi grazie ai fondatori che mi hanno dato la possibilità di esprimermi nel mio campo ideale, ho completato il mio percorso come grafica full time in un ambito che amo particolarmente: quello del food.

In che modo il design può influenzare l’esperienza dell’ospite e le performance di vendita di un ristorante di un hotel?
Sicuramente un menù ben fatto, chiaro e lineare, dalla lettura immediata, valorizza le proposte, la cucina e l’identità degli chef e guida l’ospite nella scelta. Il marketing che c’è in base al posizionamento dei piatti all’interno delle liste à la carte serve proprio per incentivare la vendita di uno o più piatti – magari proprio quelli punta degli chef oppure, perché no, quelli con il margine maggiore -e migliorare dunque le performance di vendita e di reputazione del ristorante.

Ci racconti un tuo progetto in cui il restyling di menu o materiali di comunicazione ha prodotto un miglioramento concreto? E il progetto più strano?
Per avere un miglioramento concreto è necessario che il restyling sia coerente con l’albergo in cui ci troviamo e che sia il fil rouge che collega tutta la comunicazione. Credo che oggi l’implementazione dei QR code nella comunicazione renda più fluido e più snello il processo di scelta. Abbiamo testato con grande successo, ad esempio, i QR code dei ristoranti negli ascensori: in questo modo gli ospiti hanno la possibilità di vedere le proposte F&B fin dal loro arrivo risolvendo in questo modo la cena o il pranzo all’interno della stessa location dove soggiornano.
Richieste strane dei clienti ne abbiamo avute! Soprattutto richieste “impossibili” e last minute che diventano sempre piccole imprese.

Quando progetti un menu qual è il processo creativo che segui per trasformare il brief in proposta? Hai delle strategie per trovare l’ispirazione?
Solitamente lo studio del menù e della brand identity parte in primis dalle richieste della proprietà dell’albergo: il target, il messaggio e anche il tipo di cucina che caratterizzerà il locale sono fondamentali. Insieme si realizza il progetto grafico che comprende anche il nome del ristorante, la sua palette colori e tutto ciò che è comunicazione. L’ispirazione, io lo dico sempre, non arriva a comando, ma è un processo talvolta lungo e di ricerca costante. Per me ogni momento è ideale per farmi ispirare, trarre piccoli spunti e idee dalla mia esperienza personale: se in un ristorante o in un hotel trovo qualcosa che mi attira sicuramente lo appunto per poi ove possibile, utilizzarlo e adattarlo. In concreto faccio le prove grafiche con diverse piattaforme e strumenti, dalla tavoletta grafica alle matite colorate. Anche questo per me è un modo efficace per risvegliare la creatività.

Estetica e funzionalità nei menu o nei materiali dell’hotel: cosa è più importante per la vendita?
Vanno a braccetto. Dev’esserci sempre un equilibrio. Un menù bello ma disorganizzato confonde il cliente quindi non funziona. Un menù poco curato, ma funzionale non racconta l’identità del ristorante quindi non funziona altrettanto. Funzionalità e estetica sono inscindibili nel progetto di un menu e nei supporti di comunicazione, entrambe le cose sono al servizio delle vendite e per rendere positiva l’esperienza del cliente.

Ci sono trend nel design per l’industria alberghiera e della ristorazione che ti ispirano adesso? Quali pensi saranno i più rilevanti nei prossimi anni?
Al momento sono molto propensa a utilizzare colori caldi, soft, capaci di trasmettere un’idea di relax, accoglienza, natura: verde salvia, terracotta, avorio. Io sono una grande fan delle micro-illustrazioni lineari: icone che aiutano, ad esempio, a identificare i piatti vegetariani, vegani o km0 credo rendano subito l’idea di ciò che si sta per leggere, sono molto inclusive. Credo che adesso il trend sia proprio tornare un po’ al minimalismo, anche a livello di lettering: esprimere il concetto di semplicità curata, per valorizzare l’esperienza senza sovraccaricarla.

Quali sono dal tuo punto di vista e riguardo alla tua attività, gli aspetti distintivi di KIS nel supportare agli hotel?
Un partner come KIS Management riesce a coprire a 360° tutto ciò che riguarda l’F&B, anche dal punto di vista visual. Non ci fermiamo solo all’operatività: lavoriamo sull’esperienza completa.
Per esempio, quando progettiamo la colazione non pensiamo solo al layout del buffet, ma anche all’impatto visivo delle grafiche, perché guidano gli ospiti nella scelta e rendono tutto più intuitivo e piacevole. Lo stesso vale per l’immagine coordinata: non è solo menu e comunicazione, ma include anche strumenti come i banqueting kit, che aiutano gli albergatori a offrire un servizio più curato e riconoscibile ai loro clienti. Riusciamo a costruire un’esperienza non solo coerente e funzionale, ma anche bella da vedere.

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