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Teranga vuole dire Ospitalità.
Questa parola in lingua Wolof ha segnato la vita – professionale e non solo – di Sonia Fall, Responsabile di Sala del nostro Pegasus all’interno di BW Air Hotel a Milano Linate. Studi da assistente sociale, arrivo in Italia nel 1993: Sonia inizia dal reparto housekeeping per arrivare a ricoprire l’incarico di manager di un locale che, da molti anni, è tra i fiori all’occhiello delle nostre gestioni. Sonia ci ha raccontato il quotidiano di un albergo che ha sempre lavorato benissimo e che, anche grazie al rilancio di Linate e alla nuova linea metropolitana, accoglie oggi anche turisti leisure oltre ai fedelissimi travel manager e gruppi di sportivi ai quali per l’estate offre la Spritzeria nel suo bellissimo giardino.
E in più ha regalato i suoi saggi consigli a chi inizia a lavorare nel settore alberghiero: un mestiere bellissimo che può dare grandi soddisfazioni ed è “come avere il mondo in casa”.

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  1. Ciao Sonia, come sei arrivata a lavorare nel settore dell’ospitalità e quale percorso hai fatto fino al Best Western Air Hotel?

Sono arrivata in Italia a Milano nel 1993 e ho scelto di lavorare nell’ospitalità anche grazie ai miei studi di Assistente Sociale. Nulla è per caso però: sono nata in Senegal, il mio è il Paese dell’ospitalità. Per definirlo abbiamo una parola: Teranga che significa accogliere, nonostante tutto, senza pregiudizi, come principio, come valore universale. Ho iniziato in hotel a Milano 3 nel reparto housekeeping ed è stato grazie al fatto che conosco bene due lingue – oltre all’italiano che stavo imparando – che una su dodici colleghi sono passata in sala colazioni come responsabile. Per 16 anni sono stata poi all’Hotel Galles, in centro a Milano: 200 camere, ristorante, sale meeting, ospiti internazionali un’esperienza che per me è stata una vera e propria palestra. Con il Covid, come molti nel nostro settore, ho attraversato una grande crisi, ma sono poi tornata a Milano nel 2021 e dopo l’Hilton passo all’AIR Hotel a Linate. In questi anni ho imparato ad amare moltissimo questo lavoro: ci metto entusiasmo e determinazione e, per me, gli ospiti sono davvero al centro del lavoro di ogni giorno.

  1. Il BW Air Hotel ha scelto di affidarsi a KIS Management per la gestione del F&B da molti anni ormai. Dal tuo punto di vista cosa significa concretamente per un albergatore affidare in outsourcing colazioni e ristorante? Quali vantaggi vedi? Lo consiglieresti?

Consiglierei a ogni albergatore di affidare colazione, pranzo e cena a KIS. I motivi sono molti ma per me quello primario è la ricerca di personale specializzato. Il mondo della ristorazione funziona molto diversamente dall’ospitalità, si sa: quindi per un albergatore significa delegare molti problemi. La forza di KIS in particolare è il suo essere molto strutturata, organizzata con ruoli precisi e processi definiti quindi è un grande aiuto esterno per chi come me è operativo in struttura. Fare da soli significa fare il triplo della fatica, invece con i colleghi della sede, io ho sempre un grande supporto. Faccio l’esempio del gestionale che ci regola l’attività oppure dei corsi dell’Academy interna. Non sono cose scontate anzi sono molto rare, facilitano il lavoro e assicurano di raggiungere risultati.

  1. Avete appena lanciato un nuovo menu: com’è nata l’idea, e c’è un piatto o una proposta che sta andando particolarmente bene e un altro che non ti aspettavi avesse quel successo?

Noi abbiamo due piatti bestseller che vanno sempre benissimo, estate e inverno, e non mancano mai ad ogni rinnovo di menu: risotto con ossobuco e cotoletta alla milanese. Chiaramente i menu vengono variati anche per i repeater. Adesso proponiamo il nostro tonnato e un nuovo dolce la Red Velvet. E ancora, poiché lavoriamo moltissimo con gli sportivi definiamo proposte personalizzatissime durante il soggiorno.

  1. Linate negli ultimi anni è molto cresciuta e anche grazie alla metropolitana che ha avvicinato l’aeroporto alla città, ha un maggiore traffico. Chi arriva oggi in hotel è diverso rispetto a qualche anno fa?

L’hotel è sempre andato molto bene. Con l’apertura della metropolitana e grazie ai servizi – tra cui la navetta gratuita – abbiamo forse più clienti leisure che visitano Milano e poi tornano in hotel in pochi minuti e molto comodamente. Abbiamo sempre lavorato bene anche con i meeting e le riunioni per i quali abbiamo un’offerta banqueting di valore.

  1. Cosa ti ha sorpreso di più di lavorare in un hotel aeroportuale rispetto a quello che immaginavi? Hai un consiglio per chi vuole iniziare a lavorare nell’hospitality e nella ristorazione?

I nostri ospiti sono internazionali e questo aspetto mi rende proprio felice e mi gratifica. È come avere il mondo in casa, lo dico sempre ai colleghi più giovani. Il welcome è un momento insostituibile per un cliente che arriva da un lungo viaggio oppure deve iniziarlo. Ho avuto la fortuna di avere molti ospiti repeater che si ricordavano di me e di come li avevo accolti. Quindi io consiglio moltissimo questo lavoro: studiare e prepararsi negli istituti alberghieri, ma soprattutto dedicarsi alle lingue internazionali, allenarsi all’empatia e all’accoglienza perché è un lavoro che richiede grinta e motivazione ma può dare enormi soddisfazioni e creare ricordi incancellabili.

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