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La ristorazione di un hotel nei pressi degli aeroporti ha una certezza: poche certezze. Ritardi e cancellazioni dei voli possono riempire un albergo in pochissimo tempo. Per questo organizzazione ferrea e dinamismo nelle decisioni sono fondamentali per l’efficienza e il successo dell’attività. È quanto ci racconta Stefano Bova, da due mesi resident manager F&B del ristorante Cascina Sant’Antonio al Mercure Bergamo Aeroporto a Stezzano per il quale una buona colazione in albergo può cambiare completamente l’esperienza di soggiorno. In KIS Management dal 2023, Stefano dice che il supporto dei colleghi in sede è insostituibile perché gli permette di concentrarsi e dedicarsi completamente al suo lavoro in sala e agli ospiti.

#KISPeople

  1. Ciao Stefano, raccontaci dal tuo percorso personale: la formazione, le tue esperienze fino all’incarico di resident manager al ristorante La Cascina Sant’Antonio con KIS Management.

Il mio percorso è tutt’altro che lineare. Ho studiato ragioneria, le prime esperienze lavorative le ho svolte nel settore immobiliare. Nel trovare la mia strada ho provato con la ristorazione e mi sono subito appassionato a questo settore. Vivendo a Milano ho lavorato nei ristoranti del centro e in particolare alla Terrazza della Rinascente. Un’esperienza che definisco intensa che mi ha forgiato nel vero senso del termine: una location che nel 2019 arrivava a 400 coperti a sera, un contesto straordinario, con ospiti da tutto il mondo. Ho imparato il mestiere guardando la Madonnina e le guglie del Duomo di Milano.

Dopo il Covid sono passato alla quotidianità del bar: un’esperienza importante perché ho imparato a gestire e organizzare il lavoro degli altri. Il passaggio all’hospitality lo faccio scegliendo l’hotel Tocq e quando è arrivata la gestione KIS Management passo prima al Fast Hotel e poi al ristorante Cascina Sant’Antonio al Mercure Bergamo Aeroporto a Stezzano nei pressi di Orio al Serio dove sono resident manager F&B. E stavolta ho anche fatto le valigie e mi sono trasferito a Bergamo.

  1. Cosa caratterizza l’attività Food & Beverage in un hotel in particolare una struttura nei pressi di un aeroporto in inarrestabile crescita e sviluppo come Orio al Serio?

Il lavoro in un albergo nei pressi dell’aeroporto è sempre all’insegna dell’imprevedibilità. Gli imprevisti, le cancellazioni dei voli, i ritardi e le chiusure degli hub sono all’ordine del giorno e possono riempire un hotel in un momento. Il reparto F&B quindi deve avere un’organizzazione ferrea e precisa, essere flessibile e occorre saper rispondere in modo rapido alle richieste last minute. Tutti questi sono aspetti che ovviamente pianifichiamo con largo anticipo, al momento degli acquisti e della gestione del magazzino.

  1. Negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti epocali nelle abitudini dei viaggiatori sia leisure sia business: dalla tua prospettiva che idea ti sei fatto? Che impatto hanno avuto sulla ristorazione alberghiera?

I cambiamenti sono stati molto forti ma sono ormai molti anni che i nostri ospiti sono sempre più consapevoli e attenti: hanno esigenze molto alte, si aspettano l’effetto wow a colazione anche per il cappuccino e continuano ad apprezzare il momento di inizio giornata. Per quanto riguarda il ristorante tutti ormai conoscono i piatti e i vini locali e si aspettano di trovarli in menu anche in hotel e in più gli italiani hanno una speciale attenzione per la provenienza delle materie prime.

  1. Proviamo a guardare al domani: secondo te per essere un elemento distintivo nell’offerta alberghiera, quale direzione dovrebbe prendere il Food & Beverage nella strategia di un hotel?

Il reparto F&B ha dimostrato di essere molto importante nell’esperienza di ospitalità: noi lo viviamo tutti i giorni a colazione ad esempio. Sappiamo che una buona esperienza con il breakfast può influenzare molto positivamente tutta l’esperienza in albergo e far tornare l’ospite. A mio avviso però per continuare a funzionare deve costantemente evolvere, sperimentare e aprirsi alle novità e alle innovazioni accanto alla tradizione e alle proposte locali.

  1. Concludiamo parlando di KIS Management. Quali sono i suoi punti di forza dal tuo punto di vista di collaboratore? Quali sono invece gli aspetti che ne fanno una realtà di concreto supporto per gli imprenditori alberghieri?

Da collaboratore operativo in hotel apprezzo moltissimo il supporto dei colleghi della sede: dagli acquisti al recruiting, dal servizio fino alla grafica per menu e comunicazioni. Sono persone estremamente collaborative che semplificano il mio lavoro e io posso concentrami sulla mia attività e sugli ospiti. Mettendomi invece nei panni dell’imprenditore alberghiero, nella mia esperienza fin qui ho visto un’azienda solida con una visione chiara sull’operatività, sul controllo di gestione e dei processi.

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